Codice deontologico - Counseling Mantova - Relazione di Aiuto

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LA DEONTOLOGIA DEL MEDIATORE

La Mediazione dei conflitti è una procedura di gestione e di risoluzione amichevole dei conflitti in base alla quale una terza persona imparziale, il mediatore, assiste le parti in conflitto guidando la loro negoziazione e orientando la ricerca di accordi di reciproca soddisfazione.

Gli obblighi del Mediatore sono:

COMPETENZA

Il mediatore dev’essere competente e mantenersi aggiornato attraverso la pratica e la formazione.

Le competenze comprendono:

la conoscenza delle dinamiche conflittuali
la capacità di accoglienza e di accettazione incondizionata (per entrambi)
la capacità di sospensione del giudizio
l’auto-consapevolezza
la capacità di ascolto attivo e di empatia (per entrambi)
la capacità di facilitare la comunicazione tra le parti, stimolandone l’auto-esplorazione, l’empowerment e il riconoscimento reciproco
la capacità di astenersi dal dare consigli e cercare soluzioni
la capacità di concentrarsi sul processo e non sul risultato, sulla relazione e non solo sul problema, sugli interessi e sui bisogni, al di là delle posizioni

Avvalendosi di queste competenze, il mediatore gestisce il processo di mediazione, aiutando le parti a ristabilire una comunicazione costruttiva, a recuperare la propria capacità di gestione positiva del conflitto, a riconoscere l’altro, a passare dalle posizioni ai bisogni, ad elaborare le proprie soluzioni condivise che possano soddisfare i rispettivi bisogni con soddisfazione per entrambi.

INDIPENDENZA e IMPARZIALITÀ (TERZIETÀ)

Il mediatore deve mantenere indipendenza ed imparzialità nei confronti delle parti.

indipendenza =  assenza di ogni legame di natura oggettiva tra il mediatore e le parti, sia che esso attenga alla sfera personale e professionale o di affari.

imparzialità =  agire nei confronti delle parti in modo imparziale, impegnarsi ad assisterle equamente, a non giudicare, ad offrire a ciascuna parità di tempo e di attenzione, ad operare affinché nessuna parte prevarichi l’altra.

RISERVATEZZA

Il mediatore deve mantenere la riservatezza su tutte le informazioni derivanti dalla mediazione o relative ad essa, compresa la circostanza che la mediazione è in corso o si è svolta, ad eccezione dei casi in cui sia obbligato dalla legge o da ragioni di ordine pubblico. Qualsiasi informazione riservata comunicata al mediatore da una delle parti non dovrà essere rivelata all’altra senza il consenso della parte stessa.

CHIAREZZA, TRASPARENZA

Il mediatore deve informare le parti delle caratteristiche del procedimento di mediazione, del ruolo del mediatore e delle parti stesse, della sua terzietà, dell’assoluta riservatezza (dei mediatori ma anche delle parti), della volontarietà della partecipazione (che può essere interrotta in qualsiasi momento da parte degli utenti), della possibilità ma non obbligatorietà di arrivare ad un accordo scritto (che non ha valore legale, ma di reciproco impegno).

 
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